Dio ride
Presentato Fuori Concorso a Venezia 83
Nel cuore del Seicento, Frate Leopoldo da Casamacchia è un predicatore molto particolare. In un’epoca in cui la Chiesa comunica principalmente attraverso il latino, Leopoldo sceglie di parlare alla gente in modo diretto e comprensibile, raccontando un’immagine di Dio più vicina agli uomini e capace persino di condividere con loro la gioia e il sorriso.
Il suo modo di predicare conquista rapidamente un numero sempre maggiore di persone. La sua popolarità cresce di villaggio in villaggio, mentre intorno a lui si forma una comunità di fedeli sempre più numerosa. Un messaggio così libero e anticonvenzionale finisce però per attirare l’attenzione delle autorità ecclesiastiche.
La vicenda arriva fino a Roma e il Papa decide di affidare il caso al cardinale Maculani, uno degli inquisitori più autorevoli del suo tempo. Quello che inizialmente appare come un semplice procedimento nei confronti del frate diventa progressivamente un confronto tra due modi molto diversi di intendere la fede, l’autorità e il rapporto tra la Chiesa e le persone.
Liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, Dio ride utilizza la storia di Leopoldo per raccontare il rapporto tra libertà, fede e potere, alternando il dramma storico a momenti di ironia e leggerezza.